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Mon, Feb. 20th, 2012, 11:10 pm
I'm back

Si certifica che ... e' esente da malattie infettive e contagiose e puo' riprendere la frequenza scolastica.
Si rilascia il presente certificato per gli usi consentiti dalla febbre.

Mon, Dec. 12th, 2011, 11:50 am
Big Island










Wed, Dec. 7th, 2011, 10:16 am
Volcanos







Wed, Nov. 30th, 2011, 12:55 pm
Oahu












Fri, Nov. 4th, 2011, 06:49 pm
Impariamo

Oggi (e nel week end) l’alluvione a Genova. Ho seguito tutto on line in diretta, in ansia perche’ mia sorella era per strada col telefono scarico, in ansia pensando ai miei amici e colleghi che lavorano in pronto soccorso, in ansia pensando agli amici che abitano e lavorano in zone colpite. Seguendo la diretta su ogni canale on line possibile ho anche avuto il piacere di seguire la costante polemica ai ‘responsabili’.
Quei responsabili che e’ giusto siano cercati ed identificati perche’ solo dall’identificazione di responsabilita’ si puo’ imparare ed evitare gli stessi errori. Ho sentito sindaco e presidente della regione dire testualmente che loro ripetevano da giorni che ci sarebbe stato un allarme meteo 2, ma i fatti ci mostrano quanto sia evidente che anche proclamare un ALLARME METEO 2 non significa molto.
Almeno in Italia.
Non sono in Italia, non posso certo parlare di come questo allarme meteo 2 sia stato comunicato alla cittadinanza, come la cittadinanza abbia o non abbia risposto, ma perche’, ad esempio, le scuole non sono state chiuse?
E’ chiaro che ci si e’ trovati di fronte a qualcosa di inaspettato e non lo dico ingenuamente, e’ un calcolo accurato: non si aspettavano cosi’ tanto da questa giornata. Forse qualcuno ha sbagliato e spero ci sia una ‘colpevolezza’ da cui poter trarre insegnamento perche’ in questo momento penso solo a come potremmo migliorare, penso a cosa dobbiamo fare per migliorare, penso che sia giusto interrogarsi e crescere e penso a cosa ho imparato io da Irene the hurricane, arrivata a Settembre su Manhattan.
Come sapete non e’ stato granche’, qualche danno a cose in alcune zone di New York, ah, il mio tetto, probabilmente l’unica casualty dell’upper west side: il soffitto della camera da letto (direttamente sotto il tetto) che la sera dopo l’arrivo di Irene ha formanto una bella grossa perdita d’acqua gocciolante indeterminatamente esattamente su tutto mio letto, esattamente dove dormo io. Tipo a sagomia mia, su misura. Irene bagascia.
Ma insomma niente di cui parlare: la notte di sabato, quando Irene era su di noi, little_baloo si e’ alzato, e’ andato alla finestra a guardare per un po’, e’ tornado a letto e io gli ho chiesto ‘che succede?’ ‘piove’ si e’ girato e si e’ riaddormentato.
Tante delle risoluzioni decise si sono rivelate eccessive: la chiusura dell’intera linea metropolitana, le evacuazioni, i centri d’accoglienza… la polemica sul sindaco, sull’allarmismo, sui soldi spesi c’e’ stata comunque, ma io ho imparato. Nei giorni precedenti Irene il quarto potere ha dedicato ampissimi spazi alla comunicazione di cosa sarebbe potuto accadere, il messaggio era: sta arrivando un evento atmosferico di natura imprevedibile, possibilmente anche catastrofico, quello che possiamo fare e’
1) tenerci informati
2) tenerci pronti
In ogni istituzione gli addetti alla sicurezza hanno preparato una check list delle cose da fare e spedita per email e per messaggio ai dipendenti, risoluzioni banali, ma estremamente utile: ricordarsi di salvare il proprio lavoro, fare un backup, spegnere i computers, i macchinari elettronici, sollevarli dal pavimento, allontanarli dalle finestre, assicurarci che le macchine essenziali in ospedale fossero correttamente collegate ai generatori di emergenza… cose cosi’ insomma.
Per ogni dipendente poi c’erano numeri di emergenza e una check list delle cose da fare a casa: comprare cibo per 2 giorni e soprattutto acqua, abbassare la temperatura del proprio frigorifero al minimo 12-24 ore prima dell’arrivo di Irene, avere una torcia funzionante a portata di mano, pile di ricambio, prelevare qualche soldo cash nell’eventualita’ che non funzionassero i bancomat, accumulare acqua (almeno 5 galloni/persona), sapere dove sono gli interruttori e i rubinetti di emergenza nell’appartamento, sapere dove sono gli estintori del palazzo, controllare che fossero in regola, preparare una borsa con il necessario per 2-3 gg, mettere i documenti in buste di plastica, la cartina con l’indirizzo del centro d’accoglienza piu’ vicino, due punti di incontro con i propri famigliari, uno vicino all’abitazione e uno piu’ lontano nel caso in cui non si potesse raggiungere la propria abitazione, salire ai piani alti in caso di innondazione, non restare nell’atrio dei palazzi, cercare ripari solidi (tavoli ad esempio) nel caso di crolli, non uscire anche se la tempesta sembra passata, aspettare comunicazioni ufficiali, non usare i telefoni se non in caso di necessita’ assoluta, non accendere candele in caso di mancanza di luce ma usare torce elettriche, indicazioni per coloro che abitano fuori manhattan, sui generatori, sulle radio… insomma, cose cosi’, banali, certamente, ma voi avreste fatto tutto cio’?
Una scheda speciale era destinata ai genitori, a come insegnare ‘giocando’ ai propri bambini a fronteggiare un’emergenza (‘… e nella borsa del bimbo/a non dimenticate il suo giocattolo preferito’).
Non so come avrebbe reagito Manhattan ad una vera catastrofe, di certo era pronta a tutto. E chi e’ poi Manhattan? E’ il sindaco Bloomberg con la sua voce sicura e il tono gentile e i suoi comunicati ufficiali ogni sei ore o e’ la gente di Manhattan? Quella che ha seguito le indicazioni avute o i pochi idioti che piuttosto erano in mare a coney island a prendere l’onda perfetta, o ancora i tanti che hanno comprato patatine, birre e preservativi? (scaffali letteralmente saccheggiati) (e, si, sono stata invitata ad un party ‘Welcome Irene!’ la notte di sabato, piu’ un’offerta di asilo per chi dovesse evacuare il proprio appartamento se nelle zone a rischio, ma ehi, siamo a manhattan, si puo’ non fare un party per celebrare qualunque cosa?).
Chiunque noi siamo, qualunque ruolo , amministratori, genitori, giornalisti, dipendenti, cittadini, per favore, miglioriamo. Impariamo.

Sat, Sep. 10th, 2011, 12:08 pm
9/11

Mercoledi’ ricomincia il campionato autunnale di calcetto.
Quest’estate ho fatto anche due tornei di sand volleyball (uno attualmente in corso) che sono stati divertentissimi, il fatto e’ che New York ha moltissimi campi e spazi per giocare e diversi gruppi che si occupano di organizzare tornei e attivita’ sportive.
Il calcetto lo organizza Zogsport che ieri ci ha inviato un’email di inizio stagione, oltre al solito benvenuti o benritrovati c’era la storia del responsabile del gruppo: Robert.
Nel luglio 2001 aveva ottenuto lavoro come VP of Operations per Marsh & McLennan's internet group. Il suo ufficio era al 96th piano del World Trade Center Tower 1 (North Tower). L’11 settembre- per una serie di motivi casuali- arrivo’ qualche minuto dopo al lavoro, usci’ dalla metro alle 8:45 am, in tempo per sentire l’esplosione del primo aereo sulla torre nord, 96th piano. Nessuno dei suoi 297 colleghi che erano gia’ al lavoro sopravvisse. Perse il lavoro, lui e i 30 ragazzi di cui era responsabile, e si ritrovo’ necessariamente a pensare alle cose positive della sua vita, l’essere sopravvissuto all’11 settembre per prima cosa e l’avere una compagna con cui voleva costruire una famiglia, una compagna conosciuta giocando a softball. Fu cosi’ naturale per lui riunire i suoi ragazzi e decidere con loro di provare ad unire sport, socialita’ e carita’.
Tre mesi dopo fondarono Zogsport.
Sono tante le storie dell’11 settembre. Io voglio solo ricordare e sperare.


Il grattacielo con le gru e' proprio la freedom tower vista dai campetti di pallavolo. Cresce in fretta.

Sat, Sep. 3rd, 2011, 08:13 pm
Hurricane

Little_baloo, io ed Irene

Mon, May. 2nd, 2011, 10:41 pm
"Justice has been done"

La notizia e' passata sui cartelloni luminosi di Time Square, dopo una serata a Broadway, tra canti e costumi. La gente indica le lettere rosse, si ferma, si interroga e poi, dopo aver sentito il discorso del presidente esplode.
Esplode in gioia, esplode irrazionalmente, si affolla a ground zero, con bandiere e con un unico mantra (iu-es-ei iu-es-ei). Perche' e' qui che siamo: USA e cosi' ci sentiamo: AMERICANI.
Non fa per me, io vado a casa e mi attacco alla tv e al computer, cerco di capire. Era una cosa che doveva succedere, non avrebbero mai potuto catturarlo, l'unica era che morisse. Doveva semplicemente andare cosi'.
Ma non e' per me la celebrazione e resto sconcertata da queste festa degli americani, non sono ipocrita al punto di pensare che il mio stato d'animo e' il dispiacere per la morte di un essere umano, non per un un tale assassino, anche io l'11 settembre ho sposato la Fallaci e il suo 'siamo tutti americani', tanto piu' ora che vivo a New York, che conosco i sopravvissuti, conosco ogni dettaglio di quelle giornate. Ma aspettiamo, pensiamo per un attimo.
Bin Laden e' un simbolo, la sua uccisione implica molto di piu'.
Il discorso di Obama e' stato come al solito perfetto: calmo, misurato, responsabile.
Il giorno dopo tutti ne parlano, tutti hanno da dire qualcosa, ma non e' come da noi. Divoro ogni articolo del NYTimes e continuo ad ammirare la sua professionalita' e il suo impeccabile stile, per fare un esempio nessuna immagine vera o falsa del volto tumefatto di Bin Laden, le nostre testate, tutte e quante l'hanno lanciata on line sulla prima pagina e continuano a proporla ora con il confronto col fotomontaggio, come se parlassimo di effetti speciali di un film dell'orrore. E' questa la notizia da dare?
E niente dietrologia che amiamo tanto nel nostro paese. A me piace credere agli alieni, ai complotti, alla verita', ma e' davvero il punto se Bin Laden sia stato ucciso a ridosso delle elezioni? E' questa la notizia?
Non credo sia questa la notizia e non lo crede neppure il NYTimes, che si sofferma sui fatti, sulle dichiarazioni. Domani sara' il giorno degli eroi, della task force che ha liberato il mondo, del ricordo, delle ipotesi e delle previsioni.
Non so piu' quale sia la notizia qui.
Resto confusa, agitata, preoccupata.

Fri, Apr. 8th, 2011, 11:55 pm
Al fuoco!

Allora.
Sono stremata dal sonno, jet lag, lavoro, pensieri. Ma oggi e' venerdi'! Domani posso dormire fino a tardi!
Mi sono goduta la serata in trepida attesa di incontrarmi col letto, ora sono le 11.30 pm, sono a casa, vado giosamente a dormire.
Dopo due minuti sto per perdere conoscenza quando sento delle sirene di polizia e vigili del fuoco e chissa' cos'altro.
Bhe, siamo a New York, quando mai non ci sono le sirene?
Eh, certo pero' che sono proprio tante e forti, sembrano proprio sotto casa.
...
Mi affaccio sulla Columbus e ci sono sotto il mio portone 4 camion dei pompieri, un'auto dei pompieri, un'ambulanza e due auto della polizia.
I pompieri armeggiano dal mio portone, qualcuno grida che devono entrare, io sono:
1. addormentata
2. nuda
Decido sia meglio non uscire sul pianerottolo ma mentre mi metto canotta e calzoncini gli eroici uomini del fuoco salgono di corsa fino al mio piano, lo superano, vanno alla porta sul tetto, la spalacano baldanzosi e... suona l'assordante allarme.
'Ah no, si vede che era chiusa se suona l'allarme...'
E se ne vanno.

L'allarme, ovviamente, suona assordantemente tutt'ora e continuera' a farlo, il maledetto.
Buonanotte eh?

Mon, Feb. 7th, 2011, 05:13 pm
Chanel non fa scarpette di cristallo


Un libro favoloso.
Potrei dire moltissime cose su questo libro. L’ho aspettato con trepidazione fin dalla prima volta che l’autrice me ne ha parlato, un pomeriggio d’estate in riva al mare. Ho riso con lei sulle scale mobile del Time warner center di New York quando mi ha detto: “Uh, so come intitolarlo! Maledizione! Finisce bene!’”. Bhe alla fine il titolo e’ un altro, ma e’ qui, e’ arrivato in libreria ed e’ favoloso.
E’ un libro che ti porta fra le sue pagine, io ho perso fermate e fermate della metro a causa sua.

Se volete leggete l’inizio (a vostro rischio, io vi ho avvertito, non leggetelo in metropolitana) qui: http://www.10righedailibri.it/sites/default/files/primapagine_pdf/Chanelnonfa%20scarpettedicristallo10rdl.pdf

E conoscete l’autrice qui: http://www.barbarafiorio.com/

Giovedì 10 febbraio 2011, ore 18.00, Genova, Feltrinelli Libri e Musica

Venerdì 18 febbraio 2011, ore 18.30, Milano, Informagiovani del Comune di Milano

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